Mi pare sia un vezzo classico del botanico dilettante (o, più modestamente, dell'appassionato di piante) quello di essere attratto dalle rarità.
Forse è un riflesso naturale di ogni principiante di qualunque materia, soprattutto se porta in sé uno spirito da "collezionista".
Aggiungiamo un pizzico di sano campanilismo ed il cocktail è servito: come non stravedere per quelle piante che - nel proprio territorio - sono speciali, difficili da reperire e, appunto, rare.
Ricordo distintamente il brivido procuratomi dall'avvistamento della mia prima rarità (che non compare in questo progetto perché presente anche in Vallese): l'elusiva Cardamine matthioli, Brassicaceae. A prima vista, la solita Brassicacea dai fiori bianchi; ma la peculiarità sta nelle foglie, composte da 3 - 6 paia di foglioline, di cui quella terminale è nettamente più grande (come ben visibile sulla terza fotografia). La si trova solo in due prati soggetti a temporanei allagamenti, nella Valle del Vedeggio.
Chi si interessa di piante rare incontrerà presto il magico concetto di endemismo:
"s. m. [der. di endemico]. – In biologia, presenza in una regione circoscritta di razze o specie o generi caratteristici e limitati a quella regione"
(https://www.treccani.it/vocabolario/endemismo/).
Dalla definizione risulta chiaro che la qualifica di una specie come endemica o meno dipende direttamente (ed, anzi, esclusivamente) dalla scelta dell'area di riferimento.
Grande sarebbe dunque la tentazione di catalogare gli "endemismi ticinesi", che tuttavia esisterebbero solo se il territorio di riferimento e d'indagine venisse limitato alla sola Svizzera.
Per quanto affascinante, l'approccio risulterebbe immediatamente artificiale - visto anche che, allargando il quadro, sussistono dubbi persino circa l'esistenza di chiari endemismi svizzeri: